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  • annapasquini1979

Incontro con l'autrice: Anna "Annina" Lorenzi

Una bella intervista da leggere tutta d'un fiato!


Parlaci di te, chi sei e che fai nella vita?


Io sono Anna o “Annina”, come mi chiamano in molti da che ho memoria (ma non perché sia poi così bassa, eh? Semplicemente perché, per tantissimo tempo, ero sempre la più giovane…). Nella vita scrivo, mi prendo cura della società che fondai anni fa in Texas (che opera nell’ambito dei veicoli d’epoca) e delle mie passioni. Passioni come i miei adorati cani, il mio giardino, i miei bonsai, la fotografia, la musica, i motori e… i viaggi (gli States!), in attesa di poterli fare di nuovo tranquillamente.


Raccontaci qualcosa del tuo libro.


“La storia di Ignazio, il cane che arriva dallo spazio” narra le vicissitudini del suo protagonista che è stato catapultato sulla Terra da cucciolo. Anzi, a dire il vero, a raccontarle è proprio Ignazio stesso, un cane extraterrestre, che parla delle sue esperienze personali, il suo punto di vista sugli umani e quello che succede in questo mondo. Ignazio si rivolge ai lettori con un linguaggio semplice e chiaro, sempre adatto a un pubblico di ogni età; sa essere serio, leggero e ironico nello stesso tempo, e sa toccare argomenti di vita quotidiana di tutti in modo diretto, solo in apparenza ingenuo, e sempre sincero.


Perché proprio un cagnolino?


Beh, intanto, io ho una passione innata per i cani, un grande feeling, e vivo con due di loro, appiccicati a me 24/24, 7/7. Sicché, l’idea di far parlare un cagnolino è venuta praticamente da sé e mi ha subito divertita. Inoltre, sono sempre stata convinta che in me esista una sorta di “animo canino” piuttosto spiccato… un “Io cane”, in poche parole! ;-)


Perché viene dallo spazio?


Far arrivare Ignazio dallo spazio mi sembrava il miglior modo di sottolineare un aspetto importantissimo del suo personaggio: lui è molto simile agli altri, ma nel contempo è diverso. Così come lo è il mondo in cui è capitato rispetto a quello da dove arriva, dove è nato. Ignazio, in questo modo, riesce a vedere la realtà che lo circonda con altri occhi, riesce a coglierne sfumature e viverne le differenze in maniera profonda, si pone interrogativi e alimenta la sua volontà e il suo enorme bisogno di comprendere ed essere compreso, cercando sempre un lato positivo.


Che accoglienza sta avendo il tuo libro?


Fortunatamente, davvero ottima. Piace ai più piccoli, ma anche ai loro genitori, zii, insegnanti e nonni. Finora, recensioni e pareri sono tutti più che positivi. Il libro è stato anche adottato in una classe delle elementari con gioia dei bambini. Tutto ciò mi fa davvero molto piacere e sono sicura che questo sia dovuto non solo al carattere di Ignazio, a come e cosa racconta, ma anche allo splendido lavoro fatto da Lele Corvi che ha saputo cogliere alla perfezione ogni suo aspetto e riportarlo “su carta” con vignette e disegni che donano al nostro cagnetto quella simpatia e quel tocco in più di cui aveva bisogno. Senza Lele Ignazio non sarebbe mai stato lui e per questo lo ringrazio.


A chi è rivolto il tuo libro?


A tutti. La storia di Ignazio è un progetto pensato e creato per strappare qualche sorriso e, perché no, qualche riflessione sia ai grandi che ai più piccoli. Come ha scritto Lele, è “un libro per tutti i bambini dai 3 ai 99 anni!”


Quale messaggio vuoi trasmettere con esso?


Ignazio pone la sua attenzione su problemi, paure, incertezze, valori, amicizia, differenze, inclusione... Come dicevo prima, argomenti di vita quotidiana che possono davvero riguardare ognuno di noi e su cui Ignazio vuole far sì sorridere, ma anche riflettere. Perché capire ed essere capiti, rispettare e rispettarsi, amare ed essere amati, nonostante le difficoltà e le diversità, per lui sono punti basilari nella vita. E, forse, il nostro amico non ha neppure tutti i torti…


Se potessi passare un giorno con Ignazio, come lo passeresti?


Mah, a essere sinceri, Ignazio è spesso qui che gironzola in casa con i miei Beagle: arriva, si fa dare un biscottino, sta qui un po’, magari sul divano, poi va a trotterellare da altre parti, poi torna di nuovo… ;-) Credo, però, che se potessi scegliere, passerei con lui una bella giornata all’aria aperta, in compagnia dei nostri comuni amici. Non potrebbero mancare, per esempio, Lele e Starleen K. Meyer (colei che traduce magistralmente ogni mio libro in inglese, questo incluso), l’Amica dagli occhi azzurri, BuBi, l’Amico dai piedi che puzzano e la sua famiglia, gli amici del Bar e… perché no, invitiamo anche la Gatta Rossa? Secondo Ignazio non viene, ma ha detto che per lui va bene tutto, basta che lasciamo a casa la Strega Gilda!




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